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Nascono le start up rurali

“Oggi chi non vive al centro, chi non vive in una zona urbana, ha molte più possibilità rispetto a chi non ci viveva prima, perché esiste il Web”. Queste le parole introduttive della intervista fatta a Giuseppe Jepis Rivello, Video Editor e Web Content and Design di Jam-Factory, Video Editor di Ninja Marketing e Co-Founder and Video editor di InOutLab.

“Vivo in un paesino del Cilento – ha proseguito Jepis Rivello – in una piccola comunità, ma ho comunque una grande opportunità, quella di vivere con un piede nel mio paese, con un piede nel mondo e con la testa in Rete”. “Tutto questo proprio grazie agli strumenti che abbiamo oggi a disposizione”.

“Concretamente, quando paliamo di opportunità, per chi vive nelle zone periferiche, parliamo della possibilità di creare dei nuovi modelli economici che possiamo semplicemente definire come ‘startup'”.
“Le ‘startup agricole’ – in particolare -, che nascono in contesti, nei quali i giovani che appartengono a un determinato territorio decidono di restare o anche di tornare, rappresentano una grande opportunità per il nostro Paese proprio perché vanno a riprendere un tessuto sociale e culturale che già esisteva. C’è un recupero delle cultivar, delle vecchie tradizioni che vengono innovate, cercando di renderle idonee a quelli che sono i processi contemporanei, dandogli nuova vita”.

“‘Startup rurale’ – continua nella sua intervista Jepis Rivello – oggi vuol dire prendere ciò che ci è stato donato da una cultura millenaria, metterlo insieme e creare una sintesi con la tecnologia, con tutto quello che proviene dal presente e che ci permette di andare nel futuro”.

“Questa è una grossa opportunità – puntualizza Rivello – che ci è sicuramente data dai grandi strumenti che abbiamo a disposizione e dalla possibilità di non sentirci più soli e di avere molte più informazioni per poter sviluppare i nostri progetti e per poter realizzare i nostri sogni”.

“Una delle grandi sfide – conclude – è quella di favorire il ritorno dei ‘cervelli’ che sono andati via e che potrebbero mettere a disposizione della propria comunità le esperienze maturate altrove”. Inoltre, è altrettanto importante “la possibilità di far nascere nuove aziende che possano guardare al futuro in maniera diversa, grazie alle nuove tecnologie”, facendo tesoro però e traendo esperienza da quanto giunge dal passato. Un'”agricoltura innovativa”, dunque, frutto della fusione delle tradizioni con le attuali conoscenze.


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Fonte: http://notizie.tiscali.it

Photo by Nikita Lebedev on Unsplash

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